CAMBIA LINGUA

Sassopiatto: un’altra prima volta…

Facciamo un poco fatica ad esprimere con le parole l’emozione di salire in inverno una delle montagne simbolo delle Dolomiti e raggiungerne la vetta con gli sci ai piedi.
L’avevamo già salita in estate, ma in inverno non si era ancora concessa a noi, lì, in fondo all’Alpe di Siusi, a chiudere con il Sassolungo la bellissima Val Gardena.
Questa volta le condizioni erano buone e la nostra idea di salirla si è potuta realizzare, anche grazie ai consigli degli amici del Aiut Alpin di Ortisei, che siamo passati a salutare il venerdì, accolti dall’ineguagliabile ospitalità ladina.
Dopo aver pernottato al rifugio Zallinger davanti non abbiamo nessuno, la salita non è faticosa, la traccia è regolare, anche se un poco ripida (d’altronde è come salire un piano inclinato a 30-35° per quasi 600 metri di dislivello). Allora sono le emozioni ad avvolgerci e si è sospesi in mezzo ad un panorama unico: man mano si sale le baite dell’Alpe si fanno piccole, tutto si allontana, attorno non c’è più nulla, solo la vetta si avvicina…
Sulla vetta ci accolgono la croce, il Sassolungo alle nostre spalle e tutte le cime delle Dolomiti. Siamo ancora soli e vorremmo fermarci a lungo qui, nonostante l’espozione metta un poco timore.

Lo sguardo verso il basso ci richiama all’altra metà della vetta, la discesa, che richiede la giusta attenzione. Su questo pendio così aperto il vento fa il suo dovere e sono sufficienti poche ore per trasformare un splendida polvere in una neve appena insidiosa.

Negli ultimi pendii prima del rifugio l’esposizione è favorevole e la sciata si può liberare, permettendo anche a noi di lasciare qualche traccia che testimonia la felicità di questa salita.

Ciao a tutti
Chiara e Marco

Week end in Powder…

Sabato mattina partenza da Aprica verso le piste di Santa Caterina di Valfurva per un qualche curva su pista, poi strada facendo dato il bel tempo e la vista di neve nuova sulle cime più alte decidiamo di fare un salto ai Forni per testare il terreno per la prossima gita sociale.
Al parcheggio come al solito tanta gente, se ne vedono di tutti i colori: dalle tutine taglia XXXS (perchè pesano meno), a chi si destreggia con corde, chiodi da ghiaccio, e imbragature riesumate da chissà quale armadio…
Noi iniziamo la nostra gita, direzione boh… strada facendo decideremo per il Tresero.
Salendo si vedono tracce da tutte le parti, alle 9 c’era già chi scendeva dal Palom de la Mare!!
Arriviamo sino a 200 metri dalla vetta, poi dato l’orario e la vista della traccia che si fermava poco sopra di noi per via della seraccata finale che non aveva ancora scaricato completamente decidiamo di scendere. Che dire, discesa stupenda su zucchero a velo …
Arrivati al parcheggio, incontro il cùso Pietro con il gruppo degli sci-alpinisti del sabato, anche loro sul nostro itinerario, poi rovistando nello zaino una bella scoperta: ho perso il cellulare…
In serata riesco ad avvisare mio papa e ci diamo appuntamento per domenica mattina a ponte di legno, meta la classica gita al pisgana e pisganino… E se sabato ai forni c’era tanta gente, domenica nel gruppo dell’adamello c’era il mondo… Ad occhio più di 500 scialpinisti lungo i più svariati tracciati che dalla cima Presena portano alle varie mete della zona.
Anche domenica bella neve, tante ma tante ma tante serpentine su tutti i pendii, ma per fortuna madre natura è perfetta ed ha pensato che noi poveri sci-alpinisti abbiamo bisogno di tanto spazio… così eccoci accontentati ed anche noi abbiamo potuto lascire le nostre “SS” (come dice lo zio Silvio) lungo tutta la discesa.

Partiamo verso la cima boh

Prime serpentine di discesa dal Palom de la Mare
La cima boh divente cime Tresero, finalmente abbiamo una meta

Alle nostre spalle sua maestà il Gran Zebru domina la valle
Foto di (quasi) vetta… alla Bellotti…
In discesa sui dolci e immacolati pendii del Tresero

In vetta al Corno Bedole, Paola incontra una sua compagna di classe delle medie

In discesa nella valle del Pisgana
La parte finale del ghiacciaio… uno spettacolo della natura

Auguri di Buona Pasqua!!!

A tutti gli utenti del blog e a tutti gli amici del GAP, perchè non ci vediamo martedì prossimo in sede per scambiarci gli auguri per la Pasqua? Quattro chiacchere e una fetta di colomba insieme…
Se appena potete cercate di non mancare!
Ciao a tutti!!
Marco e Chiara

Me là ‘mbociàda quase töc !!

E mentre l’illustre Nando tentava invano una sortita sulle calde lave catanesi (ecco perché ol quase), un bel gruppetto di temerari orobici si è riversato sulle ben più fredde e meno ventate lande brembane (ol Durdùna), alla ricerca di qualche curva da approcciare alla “Bode Miller”, e un altrettanto folto gruppetto, capeggiato (?) dall’aerodinamico Bendot, ovvero il sottoscritto, si è gustato, alla faccia del Diaol e del sò compare Diaulì, una bella fetta di torta casereccia al rifugio Calvi…dopo esserci arrivati rigorosamente a piedi !!
Una sigarettina e via…

Prove di stabilità sulla diga

Il protagonista principale della foto….il traliccio !!

Diaol, che giornada !!!!

Arera: la prima volta

L’idea di raggiungere per la prima volta la vetta dell’Arera con gli sci ha stuzzicato i “soliti” buontemponi del sabato. Così altro cambio di compagnia e si parte di buon ora per Oltre il Colle, con la temperatura che lascia qualche dubbio sulla tenuta della neve, più delle nuvolaglie che si aggirano sulle cime.

Comunque l’innevamento consente di calzare presto gli sci: di buon passo si raggiungono le vecchie piste e seguendo la traccia più verticale possibile si arriva a Capanna 2000 giusto per la colazione.

Proseguendo la salita si impenna, ma la neve migliora, neppure troppo dura, se non fosse per il vento e per le nebbie che ci avvolgono (ma che qualcuno ringrazierà per averci nascosto almeno in parte ciò che ci aspettava…)

Arrivati all’antecima c’è d’affrontare il cosidetto “travetto” (per spiegazioni chiedere a Giova), che vorrebbe far desistere qualcuno, ma grazie all’Edo che si avvia verso la cima, ci decidiamo di usare l’attrezzatura portata sulle spalle per quello scopo.

Anche i fratelli Cincera sono ben felici di affrontare il tratto “alpinistico”, che richiede la giusta attenzione ma non è troppo impegnativo.

Ritornati agli sci la discesa fino al rifugio è veramente bella, poi la neve diventa un poco più “balneare”, per concludersi sulla strada che senza fatica e molto velocemente ci riporta a valle, nel pieno rispetto del ruolino di marcia degli impegni del sabato dei bravi papà.

P.S. Una piccola parentesi personale: nel pomeriggio sono andato a fare il baby sitter alla nipotina e, rivedendo questa immagine della piccola Teresa che ho scattato oggi, mi è tornata in mente un frase sentita sulle nostre montagne da un “orobico doc”: “…. perchè a stà in del lec, te ne fe’ mia del lac… ”

… piccola provocazione agli amici del blog da cui attendo smentite e repliche.
Ciao a tutti
Marco

Tre passi a Foppolo e dintorni


Gli inviti della settimana hanno riunito una buona compagnia per la gita della domenica: nonostante qualche assenza illustre, tutte le diverse anime del gruppo erano rappresentate nei dodici che hanno lasciato Foppolo, località Rocky Mountain (???!!!), per salire al passo Dordona.

Dal Dordona la risalita alla bocchetta dei Lupi non è troppo faticosa e ci ricompatta prima della discesa verso i laghi di Porcile.

La giornata è veramente splendida, così decidiamo di goderci un poco di più l’ambiente e risaliamo non il passo di Tartano, ma quello tra Valegino e Cadelle.

Ora la discesa che ci aspetta, su pendii anche sostenuti di neve forse un po’ troppo calda, ed un bel bosco, ci riporta direttamente alle macchine.

Bella gita, finalmente in allegra compagnia, per prepararci alle prossime uscite primaverili prima della roccia!!!
Ciao a tutti
Marco e Chiara

Non c’è due senza tre…

Dopo aver ascoltato le catastrofiche previsioni metereologiche, abbiamo rinunciato alla sveglia all’alba, ma dopo qualche ora di vita domestica e con l’azzurro del cielo che faceva capolino, non abbiamo saputo resistere…

Così come pranzo della domenica ci siamo gustati un altro boccone della neve orobica, arrivando giusto all’ora del caffè a parcheggiare la macchina al passo della Presolana, dopo aver incrociato Antonio, Marco e Co. che il caffè se l’erano già bevuto al Pub Marika, di ritorno dal Visolo.


D’altronde Chiara, complice il racconto del Gatto e la Volpe del giorno precedente, non stava più nella pelle di misurarsi con i pendii di neve ben assestata della buona Presolana.
Così, nella solitudine del pomeriggio risaliamo al Corzene da sud, dal colle Presolana, con Chiara che non perde un colpo e mi lascia presto indietro, a scattare foto…

Di fronte a noi le pareti della sud, nessuno in vista, a dispetto delle tracce dei numerosi passaggi della mattina. L’aria ormai è fredda e la neve in discesa è già rigelata, regalandoci belle curve sui pendi scoperti ieri con Pietro.
Ottima conclusione di questo fine settimana, con tre salite per mantenere buone le gambe.
Ciao a tutti.
Chiara e Marco

L’appetito vien mangiando: Visolo+Corzene

Le condizioni facevano pensare a buone sciate su quote non elevate con esposizione in pieno sole, così il Gatto e la Volpe (vecchi nomi di battaglia), non pensano ai vari doveri del sabato, e se ne scappano sulle nostre Orobie…

Il gelo previsto ha tenuto gran buona la neve, lasciamo il prato secco al passo per risalire in buona compagnia. Il pendio del Visolo non fa sconti, e stamattina il “motore” proprio non gira un granchè bene, pazienza, teniamo duro… e lasciamo a Pietro il suo passo da ciclista in allenamento.

La vetta è raggiunta, non proprio in solitaria… e via per la discesa: prima parte un poco crostosa, ma ben sciabile, poi la scelta cade sul pendio a sinistra del canale: praticamente un tavolo di biliardo, con pendenza che ci lascia concentrati. Dove poi iniziano i rari piccoli abeti la sciata si libera… spettacolo!

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Tutto sommato ai Cassinelli è ancora presto e la Valle dell’Ombra è invitante, poi alle gambe ci penseremo…

Così ripelliamo e, piano piano, con il buon Pietro che mi incoraggia alle spalle, arriviamo in vetta al Corzene.

Davanti alla nostra Presolana ci prepariamo per la seconda sciatona della giornata, verso sud, con condizioni identiche alla precedente!!!!

Anzi, con un astuto traverso, riusciamo anche a scendere il pendio libero da alberi che ci porta direttamente alle baita, dove la comoda strada ed i prati misti di erba secca e neve ci consegnano (purtroppo) all’asfalto.

Insomma gran bella sciata e un buon dislivello per non allontanarci dalla nostra neve orobica…

Cia a tutti

Marco

sotto una Pila di neve fresca…

Ciao a tutti…

ecco qualche immagine della scorsa domenica trascorsa a Pila con i ragazzi del corso e non…

Arrivo ad Aosta sotto pioggia e neve, saliamo rapidamente con la cabinovia, e tra… si fa fuori, arriva arriva… ecco il sole… ci siamo trovati coperti di neve fresca, quasi le piste non sembravano battute (ohhh!!!); dopo pranzo il sole è uscito davvero: sciata spettacolo seguendo (ma non tutti!!) le scie del maestro Nando e chi non seguiva ammirava da sopra, sotto destra e sinistra!!

Ecco i nostri “giovani” eroi!!

La banda dei più giovani quasi al completo…

e vi assicuriamo che il giorno dopo le gambe si son fatte sentire!!
Ciao… alla prossima: speriamo scialpinistica…
Marco & Chiara