CAMBIA LINGUA

Pale di San Martino

Presento qualche foto del mio primissimo trekking in terra dolomitica, svoltosi dal 14 al 17 agosto e sviluppatosi nel gruppo delle Pale di San Martino:
1° giorno: San Martino di Castrozza – rif. Rosetta
2° giorno: rif. Rosetta – La Rosetta – rif. Rosetta – La Fradusta – Passo Pradidali Basso – rif. Pradidali
3° giorno: rif. Pradidali – baita Canali – rif. Treviso
4° giorno: rif. Treviso – Passo Canali – Forcella del Miel – rif. Rosetta – San Martino di Castrozza

Davide

 La Rosetta (2743 m)
Tre Cime di Lavaredo dal rif. Rosetta
 La Fradusta (2939 m) e ghiacciaio omonimo
 rifugio, torrione e cima Pradidali
 Campanile Pradidali alle prime luci dell’alba
 Sass Maor
 Val Canali
 Cima dei Lastei (sx) e Cima Manstorna (dx)
 Pala di San Martino dall’altopiano delle Pale di San Martino
ambienti lunari verso Cima della Vezzana

Trekking di Ferragosto

Solo qualche immagine del nostro trekking, tra Bosconero, Pelmo, Civetta,
… poi magari qualche altro post descriverà meglio questi giorni insieme…
.
 valli e montagne…
rocce e sentieri…
grandi pareti…
boschi e silenzi…

compagni di avventura…

alla prossima
Chiara e Marco

A spasso per le Alpi Occidentali

Con
in mano un programma cicloescursionistico che prevedeva la visita in mtb dei
forti militari del Moncenisio e le ascese all’Iseran e al Galibier, sono stato
costretto a rimescolare le carte all’ultimo momento a causa degli scontri
no-tav che avrebbero condizionato sicuramente la mia permanenza tra la Valle di Susa e la Valle della Maurienne. E
allora i miei obiettivi si sono spostati verso la Valle Macra (Maira), in provincia
di Cuneo, dove si possono percorrere le numerose e belle strade ex militari del
Vallo Alpino, senza avere il pensiero che qualche sbandato ti tagli le gomme
dell’auto.

Gio
1 agosto
: Strada dei Cannoni
Giro
lunghissimo e impegnativo di oltre 100 Km di sviluppo tra andata e ritorno, di cui
il 70% sterrato; Soddisfazione 100%.

 il percorso
 alba a Morra del Villar
 Santuario di Valmala
 transitato dal Colle della Ciabra…
 …mi dirigo verso il Colle Birrone
 salita impegnativa verso il Colle Rusciera
 sulle pendici del M. Rastcias
 la Strada dei Cannoni taglia il M. Rastcias
il nebbioso Colle di Sampeyre
 e il capolinea, Colle Bicocca

si torna in pianura…

Sab
3 agosto: Monte Bellino
Salita
intensa ma ripagata da panorami stupefacenti (la vicenda è curiosa: colto dalla
pioggia a circa 10 min dalla vetta, faccio dietro front e mi dirigo verso
valle; dopo 2 Km
di discesa, il cielo ridiventa azzurro e così giro di nuovo la bici e torno di
prepotenza alla conquista della cima). Discesa bella in compagnia di 4
simpatici ciclisti, tra cui Daniela e Giuliano, che sembravano due marziani con
protezioni a gomiti e ginocchia e caschi da sci modificati…e il cagnolino nello
zaino; grandi! La ciliegina sulla torta: foratura allo striscione dell’ultimo
chilometro, alle 19:15.
 il percorso
 lungo la prima parte di salita
 rotabile ex militare
 il Vallo Alpino stupisce sempre di più
 salita tortuosa con vista sul M. Albrage
 …e panorami verso Bric Camosciera, Pelvo d’Elva e M. Faraut
 matasse di filo spinato e baracche militari

                              Ex Capanna Carmagnola (2843 m), Buc Faraut e Monviso

 tra me e la Ex Capanna Carmagnola c’è il M. Bellino
 M. Bellino (2987 m)

bunker e in lontananza l’Aiguille de Chambeyron tormentato da nubi passeggere

Dom
4 agosto: Altopiano della Gardetta e Colle dei Morti (Fauniera)
Salita
impegnativa sino al Col del Preit, e poi pedalata “rilassante” verso il Passo
della Gardetta e il Passo Rocca Brancia. Visita al Colle dei Morti e
completamento di un anello selvaggio e spettacolare attraverso il Colle del
Mulo. Seconda ciliegina sulla torta: pompa smarrita.

 il percorso
 il 15% sul Col del Preit, alle spalle il M. Cassorso
 le creste del Bric Servino
 Passo della Gardetta

 Passo Rocca Brancia (2605 m) raggiunto da una disastrata mulattiera militare ai limiti della ciclabilità

 Rifugio Gardetta al cospetto di sua maestà Rocca la Meja
 strada ex militare in direzione dei baraccamenti della Bandia…
…e del Colle Valcavera
 Colle Fauniera
 Colle d’Esischie
 discesa lungo il Vallone di Marmora e risalita al Colle del Mulo…

 …da dove si può godere un panorama spettacolare sui colossi della Valle Stura (Argentera, etc.)

Rocca la Meja

Lun
5 agosto: Vallone Unerzio e Valle del Maurin
Bella
pedalata nella valle di Chiavetta sino al Colle Ciarbonet, e completamento del
giro lungo la valle del Maurin (dove l’anno scorso avevo rinvenuto – e portato
a casa – una pompa), al cospetto delle cascate di Stroppia e della Rocca
Provenzale. Il voto ai santi della valle ha sortito i suoi effetti: non ho
forato!

 

 il percorso
 le belle borgate di Chialvetta…
 …e di Viviere
 Grange Mazzagliera
 verso il Colle Ciarbonet
 Colle Ciarbonet (2205 m)
 Rocca Castello (sx) e Rocca Provenzale (dx)
 Chiappera e la soprastante Rocca Provenzale
Cascate di stroppia

Insomma,
nemmeno quest’anno mi sono risparmiato; ho macinato tanti chilometri ed ho
avuto la fortuna di trovare bel tempo, di stringere amicizia con alcuni ciclisti
piemontesi e di fare quattro risate con quelli tedeschi, che da queste parti
sono la maggioranza!
Per
i fanatici dei numeri: 320 km;
26 ore di pedalata; 8900
metri di dislivello positivo…bè, c’è poco da dire, sono
da ricoverare…
Davide

Spigolo Del Vecchio-Campanile Pradidali (III-IV, IV+)

Tra i soliti mille impegni, necessità lavorative ed incastri, riusciamo finalmente ad organizzare un week-end dolomitico. L’idea è quella di fare una bella via su roccia buona, gradi abbordabili e impegno complessivo non troppo ingaggioso. Alfio con la sua proverbiale conoscenza dei monti pallidi tira fuori dal cilindro lo spigolo del Vecchio al Campanile Pradidali, sopra il rifugio omonimo, nel gruppo delle Pale di S. Martino (tra l’altro complimenti alle gentilissime e carinissime cameriere, due presenze angeliche in mezzo a tanti alpinisti barbuti). 
Sabato attacchiamo il sentiero alle 17.00, subito dopo un bell’acquazzone, che fortunatamente schiviamo. Ci rendiamo conto che dato l’avvicinamento (sono stimate due ore di buon passo) siamo partiti un po’ tardi…siamo anche belli carichi perchè ci siamo portati i materassini per dormire, dato che non abbiamo un posto letto. Il rifugio è pieno zeppo. Saliamo dunque sparati, e complice l’umidità altissima e gli zaini enormi ben presto siamo bagnati fradici. Letteralmente come usciti dalla doccia.
Impressionante la compattezza e la grandezza della parete est del Sass Maor, che non avevo mai visto.
Giungo al rifugio in un ora e 45 minuti e mi sorprendo..la gita in alta quota al Palon de la Mare ha avuto un benefico effetto.

Imbocchiamo la valle, ci attende una bella scarpinata

Il rifugio appollaiato su un costone sbuca dopo un po’

Dopocena facciamo conoscenza con due ragazzi bresciani, Davide e Diego, simpaticissimi. Anche loro hanno fatto il Gran Pilastro l’anno scorso e ci scambiamo impressioni e racconti. Il giorno seguente attaccheranno la blasonata e prestigiosa Fessura Buhl alla Cima Canali. I ragazzi sono due tipi tosti! Ridiamo e scherziamo, e la serata prenderebbe la giusta piega “bar sport”, ma purtroppo la sveglia presto ci riporta con i piedi per terra e dopo esserci scambiati i contatti ci salutiamo. Alla fine noi abbiamo avuto la fortuna di trovare due posti letto, mentre loro si accomoderanno sui tavoli (e probabilmente dormiranno meglio di noi).

La loro salita la trovate qui, il blog del gap è stato addirittura citato! (e io ricambio il favore)
http://www.cornodicavento.com/FORUM2/index.php?t=msg&th=2131&start=0&rid=0&S=2128fe9be8c3ae6daf04192861ef405a

L’indomani sveglia presto cielo meravigliosamente senza nuvole. Solo un vento freddo e teso che ci abbandonerà solo sugli ultimi tiri.

Il Sass Maor baciato dalle prime luci del mattino





La via sale l’evidente spigolo sulla destra

La linea seguita (più o meno)

Sui primi tiri mi sento un po’ impacciato, è tre settimane che non scalo. Poi piano piano ritrovo il giusto feeling. Troviamo sulla via altre due cordate, decisamente inesperte, che ci rallentano di un ora buona dovendo attendere il loro passaggio sul tiro chiave. Su gli ultimi tiri, dove il percorso è meno obbligato li superiamo e ci portiamo rapidamente in vetta.
La via complessivamente è divertente e interessante. noi abbiamo fatto la versione integrale partendo dalla nicchia dove c’è una lapide, altri saltano il primo tiro attaccando più in alto e a destra in corrispondenza di un catino. Il quinto tiro (chiave) è veramente bello, dritto, continuo, ben appigliato su roccia ottima. Di piena soddisfazione. La discesa non è da sottovalutare sopratutto se inesperti, ci sono tre doppie nel vuoto su parete strapiombante. Nel complesso si è rivelata meno banale e semplice del previsto, ma sicuramente consigliabile.

La pala di San Martino, con il bivacco in cima e in primo piano, la cima Imnik

Sesto tiro, Alfio in posa “retorica” sullo  spigolo, delsesto tiro, dopo il tiro chiave. 




































Le corde sullo spigolo. 

Ultima sosta

Vetta e autoscatto di rito!

Alfio in doppia, Cima di Ball, spettacolare doppia aerea. 

Merenda finale!

E ogni volta, mentre si imbocca il sentiero verso casa si pensa già alla prossima avventura, tra visioni mistiche e cieli biblici.

Nando