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Cimon della Bagozza (2.407 m) con gli Sci

Ogni volta che si sale ai Campelli di Schilpario è impossibile non notare il Cimon della Bagozza. Una guglia di roccia dall’aspetto dolomitico che spicca tra le montagne che delimitano il lato sinistro della valle.

Il rocciatore che è in me ha sempre evitato l’idea di scalarlo a causa della qualità della roccia poco invitante.

Lo sciatore che è in me è sempre stato attratto da quel ripido pendio alla sua sinistra, che termina con un canale. D’estate è un infernale e faticoso ghiaione, in inverno si trasforma in un fantastico scivolo con pendenza costante, che promette una sciata ripida e interessante. Più di una volta mi sono ripromesso di andare a metterci il naso, ma vuoi per la scarsità di neve delle ultime stagioni o la pigrizia di muovermi su itinerari più conosciuti non ne ho mai avuto occasione.

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Quest’anno però la neve è arrivata presto.La voglia di sciare repressa da tre inverni, la motivazione alpinistica di Francesco e l’entusiasmo di Lorenzo hanno creato una miscela esplosiva. Prime ripellate in ottobre con puntate allo Stelvio, poi Tonale, Val d’Aosta e Svizzera prima di Natale, Capodanno in Dolomiti. Tutte uscite all’insegna di neve, sci e dislivello.

Affrontiamo il Bagozza con la gamba giusta e la chiara idea di arrivare in vetta. Patisco un po’ il ritmo elevato imposto dai miei giovani soci in partenza, del resto sono un diesel, ma sul pendio ripido, con inversioni regolari le gambe girano bene. Risaliamo con un buon ritmo e nonostante il freddo subito in attesa che Lorenzo calzi i ramponi, sbuchiamo rapidamente al colletto.

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Qui inizia un’altra gita, siamo al sole ma decisamente più esposti. Vietato sbagliare.

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Il panorama comincia ad essere interessante, ma il terreno richiede attenzione. Neve mutevole, gelata, crostosa a tratti farinosa, dove si sfonda. Ci impieghiamo un po’ a raggiungere la cima ma gli ultimi metri di cresta prima della vetta sono da incorniciare. Nel nostro piccolo Alpinismo con la “A” maiuscola.

Abbiamo portato gli sci fino in vetta, dove non riusciamo a rilassarci, perché in testa abbiamo un solo pensiero: sciare interamente la pala e il canale. La comoda gita di scialpinismo domenicale, oggi lascerà spazio ad uno psicologico sci ripido.

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Parto per primo e realizzo che forse non è stata una grande idea tirare la prima curva con gli sci appena acquistati dalla cima del Bagozza. Cerco di non pensarci. Il cardiofrequenzimetro mi dirà più tardi 180 battiti al minuto. Di adrenalina, concentrazione e un po’ di paura.

Un respiro profondo e via…imposto la curva, nel cambio di direzione rimango sospeso in un attimo che mi pare infinito… fino a quando le lamine riattaccano il pendio e sono di nuovo fermo. Andata. Ripeto la sequenza alcune volte e poco alla volta mi abbasso. L’esposizione e la pendenza sono davvero interessanti. La neve fresca non ha legato col fondo ghiacciato e i miei due soci si trovano a scendere su condizioni decisamente più complicate. In un tratto ricorriamo alla classica “scaletta” con gli sci.

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Poco alla volta perdiamo dislivello e una volta nel canale finalmente ci rilassiamo. Sono circa 40 gradi, ma ci sembra quasi di essere su pista. Abbiamo modo di gustarci la neve e le curve strette e io in particolare di apprezzare la performance dei miei attrezzi.

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Prima di infilarci nel bosco un ultimo sguardo al Bagozza. Scivoliamo veloci lungo la stradina, verso l’auto e la meritata birra, con quella soddisfazione che ti rende euforico e pieno di energia.

“Azz, il bagozza da cima a fondo con gli sci”

Niente male come esordio dei miei nuovi attrezzi!

Nando

2 Commenti a "Cimon della Bagozza (2.407 m) con gli Sci"

  1. Lorenzo scrive:

    Bellissima gita e stagione da incorniciare!

  2. Gigi scrive:

    Con la vostra gita avete portato il GAP …..in cresta. Complimenti, salita tosta e discesa da urlo. Ciao

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