CAMBIA LINGUA

Primo maggio al Palù (3901m).

Che sorpresa questa primavera!

Dopo un inverno avaro di precipitazioni, la fase primaverile di questa stagione scialpinistica sembra appartenere ad un’altra epoca!

Grazie alle nevicate di aprile non ci troviamo ancora a sciare sul tipico firn ma è invece più facile incontrare una bella neve polverosa, tipica dei mesi invernali… almeno a quote un po’ più sostenute.

Proprio per questo motivo ( e anche perchè per il week end prevedono brutto), con Nando e Chiara, decidiamo di andare al Piz Palù per trascorrere il primo maggio lontano dalle “peccaminose” grigliate al parco.

Arrivati al parcheggio degli impianti del Diavolezza, poco dopo il passo del Bernina,  capiamo di aver azzeccato la giornata giusta per una gita simile, dato che in cielo non si vede una nuvola e la temperatura pare ottima ( pur rimanendo sotto gli zero gradi).

Arrivati alla capanna diavolezza con gli impianti, abbandoniamo le piste per iniziare la discesa verso il Vadret Pers lungo un versante ghiacciatissimo che non ci aspettavamo così ripido ( “Sembra la Streiff!”, dirà poi Nando… “Ma poi dovremo ripellare!” penso invece io).

Ad ogni modo, raggiungiamo il vero inzio della gita avendo già di fronte l’obiettivo della giornata. Nando inizia subito a dettare il passo, Chiara è in fase di recupero dopo una gara perciò preferisce non forzare mentre, per quanto riguarda me, questa è la mia prima gita dopo quasi un mese, quindi inizio a risalire pian piano il ghiacciaio.

Si parte! Da sinistra, Piz Palù orientale, centrale e Piz Spinas

Si parte! Da sinistra, Piz Palù orientale, centrale e Piz Spinas

Ed è così che dopo un paio d’ore guadagniamo abbastanza quota per poter ammirare per bene il paesaggio che ci circonda, con il pizzo Bernina ben in vista e tutte le altre montagne magnificamente imbiancate da un candido manto nevoso.

Non siamo soli in questa lunga salita, infatti lungo il tracciato incontriamo numerosi gruppi di svizzeri, qualche gruppo di italiani e soprattutto un coppia di amici spagnoli che non tardano a farsi riconoscere, spazzando, con la loro simpatia, il silenzio eterno della valle; ma sono spagnoli e la cosa non ci infastidisce.

La vista alle nostre spalle, Bernina e Biancograt

La vista alle nostre spalle, Bernina e Biancograt. E’ davvero maggio?

Verso mezzogiorno raggiungiamo, un po’ provati dalla salita, il deposito sci prima di affrontare la salita per la cima orientale e centrale del Piz Palù, lungo le sue affilate creste.

Fortunatamente, questa volta lo spazio per indossare i ramponi e impugnare la piccozza non manca e così possiamo prepararci con agio.

Iniziamo quindi la salita finale su pendii abbastanza sostenuti fino ad arrivare al tratto in cresta, molto aereo ma comunque facile, da cui godiamo di una vista a 360°, fino ad arrivare alla prima cima, Piz Palù Orientale. Qui vediamo un gruppo di temerari scendere con gli sci dalla parete nord… facendo la prima curva quasi interamente sul ghiaccio vivo!

Nando in cresta

Nando in cresta

 

"Ma ét mat?" Io e Nando commentiamo la discesa dalla parete Nord.

“Ma ét mat?” Io e Nando commentiamo la discesa dalla parete Nord.

Dopo le rituali strette di mano iniziamo a scendere verso il colletto che ci porta ad affrontare l’ultima salita prima di arrivare alla vetta regina, il Piz Palù centrale, che si rivela essere un bel panettone. Siamo a 3900m e non tira vento, non fa freddo, no c’è una nuvola in cielo e soprattutto non c’è fretta, perciò rimaniamo un pò più a lungo per apprezzare al meglio il fantastico panorama che ci circonda e per mangiare con calma prima di affrontare la discesa.

Vetta! Da sinistra, Io, Chiara e Nando. In alto a sinistra il dito del londinese di Lecco che ci ha scattato la foto.

Vetta! Da sinistra, Io, Chiara e Nando. In alto a sinistra il dito del londinese di Lecco che ci ha scattato la foto.

Ripercorriamo a ritroso il tratto di cresta affrontato precedentemente per tornare ai nostri sci, desiderosi di saggiare la neve polverosa che abbiamo studiato lungo la salita.

Siamo l’ultimo gruppo ad affrontare la discesa e il pendio è tutto “tritato”, ma ciononostante la sciata non ne risente venendo ripagati dagli sforzi della mattina.

Purtroppo però la sciata è corta e dopo poco tempo ritorniamo al Vedret Pers dove ci tocca ripellare ma per fortuna in poco tempo risaliamo i 200 metri che ci separano dalle piste da sci.

Chiara lascia il segno!

Chiara lascia il segno!

Sono quasi le quattro, abbiamo tutta la pista per noi e sorprendentemente la neve sembra non essersi trasformata troppo per cui non potevamo chiedere di meglio per chiudere questa  gita fantastica!

Lorenzo

2 Commenti a "Primo maggio al Palù (3901m)."

  1. Nando scrive:

    Grande Lorenzo! Ottimo ritorno al blog!
    E’ stata una giornata strepitosa!

    Nando

  2. Gigi Carminati scrive:

    Una relazione che trasuda di passione per la montagna e gioia alla massima potenza. Il vs entusiasmo fa bene al GAP. Ciao

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