CAMBIA LINGUA

Si è alzata l’asticella, Pizzo Camino (2492 m) con gli Sci.

Correva l’anno 2014 e assieme a Gianlu, Mario e Ferra facciamo una gita di sci d’alpinismo al “Corna Busa”. Raggiunta la meta iniziamo a sistemarci, classiche strette di mano, una bevuta di te e uno sguardo al panorama. Ci colpisce subito la bellezza della valle alle nostre spalle, così solitaria, selvaggia e, che in veste invernale, ha l’aspetto degli ambienti d’alta quota.

Subito mi colpisce la montagna che domina tutta questa valle e noto che non sono l’unico. Gianlu rompe il silenzio del momento dicendo: “Quello la è il pizzo Camino…” indicandola, e poi, rivolgendosi a me e Matteo aggiunse “…è proprio una bella gita, dovreste farla”. Da allora son passati quattro anni, quattro stagioni secche che ci hanno costretto a lasciare le nostre valli, per andare in posti più lontani a soddisfare la nostra voglia di inverno. Quest’anno però le cose sono cambiate.

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Cimon della Bagozza (2.407 m) con gli Sci

Ogni volta che si sale ai Campelli di Schilpario è impossibile non notare il Cimon della Bagozza. Una guglia di roccia dall’aspetto dolomitico che spicca tra le montagne che delimitano il lato sinistro della valle.

Il rocciatore che è in me ha sempre evitato l’idea di scalarlo a causa della qualità della roccia poco invitante.

Lo sciatore che è in me è sempre stato attratto da quel ripido pendio alla sua sinistra, che termina con un canale. D’estate è un infernale e faticoso ghiaione, in inverno si trasforma in un fantastico scivolo con pendenza costante, che promette una sciata ripida e interessante. Più di una volta mi sono ripromesso di andare a metterci il naso, ma vuoi per la scarsità di neve delle ultime stagioni o la pigrizia di muovermi su itinerari più conosciuti non ne ho mai avuto occasione. Continue reading

Ottobre – foliage – montagna a “badilate”!

Appesa al chiodo la bici, anzi le bici, è venuto il momento di camminare per sentieri alla ricerca di castagne, di trincee, di luoghi silenziosi e di paesaggi sempre nuovi.

Eccomi a Colico a visitare i resti del secentesco Forte di Fuentes, a passeggiare in Val Codera tra borghi dimenticati, sfingi e guglie granitiche, a ritemprare il fisico sul ventoso Sasso Canale e, ricordando le mie origini orobiche, a posare le chiappe sul Pizzo Badile!

Davide

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Italia Coast2coast

Molti della mia generazione, ma non solo, hanno letto “Sulla strada “ di Jack Kerouac, un testo sacro degli anni sessanta che ha ispirato intere generazioni a mettersi in cammino, cercare un loro personale modo per esprimere le inquietudini del proprio tempo. Senza voler scomodare esempi storici di ben altro , ed alto significato,  sulla strada si è incamminato Mosè per attraversare il deserto e raggiungere la Terra Promessa, il profeta Abramo per raggiungere la città di Canaan, i Magi per arrivare a Betlemme ….e tutti quei pellegrini e viandanti che nei secoli volevano raggiungere i luoghi della fede come, Roma , Gerusalemme  o Santiago di Compostela.

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Sei volpi e tre affamati al Calvi

Certo che quello che può succedere in una delle zone più belle nostre Orobie è davvero singolare.

Pensa ad una camminata di buona lena alla ricerca di un paesaggio puro.

Una giornata che doveva essere fresca ed invece è calda.

La magia della neve bianca, che così tanta non la si è mai vista neppure quest’inverno.

Ma soprattutto tre “reporter”, con macchine fotografiche, obiettivi, cavalletti e strani oggetti volanti che si aggirano per la valle.

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Avvicinamento allo scialpinismo

Chi è cresciuto con una formazione sciistica da “Discesista” come la mia, che prevede tanto divertimento e poco sbattimento, ha sempre schivato come la peste lo scialpinismo, che equivale a tanta fatica.

Però non si può mai sapere nella vita: i cambiamenti climatici degli ultimi due anni hanno lasciato le nostre prealpi Orobiche con sempre meno neve. Così, come il cerbiatto che si arrischia e avvicina al centro abitato perché affamato, anche io mi sono avvicinata allo scialpinismo per la necessità di trovare un pò di bella neve. Continue reading

Il ritorno

Basta un niente per riaccendere la voglia di fare un giro in montagna, reinnescare quel processo a catena impresso nel mio codice genetico di montanaro incallito che si manifesta automaticamente ogni qualvolta decido (è questa la parola d’ordine: decidersi!) di aprire quello scaffale in alto a destra, quello dove sono custoditi i miei scarponi!

Domenica mi sono deciso ad aprire quello scaffale e mi sono fiondato senza indugi in Val Seriana, compiendo un bell’anello con partenza da Piazzolo di Ardesio e toccando in sequenza Colle Palazzo, Conca Remescler, Cima Benfit e la contrada Ave. Un bel giretto primaverile, un gran bel ritorno in montagna, e anche un bel ritorno in questo blog!

Davide

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Galenstock, esplorazione svizzera

Sempre seguendo l’andamento dell’ultimo periodo, anche questo week end la meta prescelta è stata la Svizzera.

Partiamo così alle cinque del mattino alla volta del paesino di Realp, in val Orsera nel canton Uri, a quota 1538m s.l.m. . Arrivati, troviamo il parcheggio già pieno scialpinisti intenti a prepararsi.

L’itinerario da seguire è quello che ci porterà sulla vetta del Chli Bielenhorn; cominciamo dunque a risalire lungo la mulattiera che porta al Furkapass finchè non raggiungiamo il berghotel Galenstock per iniziare a seguire le tracce in una neve che promette bene.

 

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Basta poco per emozionarsi

Dopo un’inizio di stagione spumeggiante, con due gite all’attivo nel mese di novembre, questo inverno ha deluso le aspettative di molti, le mie sicuramente.

Nevicate imbarazzanti e un tempo soleggiato quasi tutti i giorni mi stavano facendo perdere ogni speranza, ma fortunatamente qualcosa è cambiato. Continue reading