CAMBIA LINGUA

Primo maggio al Palù (3901m).

Che sorpresa questa primavera!

Dopo un inverno avaro di precipitazioni, la fase primaverile di questa stagione scialpinistica sembra appartenere ad un’altra epoca!

Grazie alle nevicate di aprile non ci troviamo ancora a sciare sul tipico firn ma è invece più facile incontrare una bella neve polverosa, tipica dei mesi invernali… almeno a quote un po’ più sostenute.

Proprio per questo motivo ( e anche perchè per il week end prevedono brutto), con Nando e Chiara, decidiamo di andare al Piz Palù per trascorrere il primo maggio lontano dalle “peccaminose” grigliate al parco.

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Pizzo Redorta (3038 m) – Un viaggio tra i giganti delle Orobie.

Il Pizzo Redorta mi ha sempre evocato scarpinate inenarrabili e clamorose ritirate.

Fine anni ’90, primo tentativo con Marco e Chiara terminato ad osservare lo splendido ghiaccio vetrato della vedretta di Scais poiché sprovvisti di ramponi. Inizio anni 2000, secondo tentativo con Luca a Novembre dopo le prime nevicate, terminato alla base del canalino con una ritirata a causa della scarsa esperienza su misto, una condizione di forma discutibile e la sensazione che se avessimo proseguito, saremmo finiti nei guai.

Per anni il Redorta è dunque finito nel cassetto dei progetti non completati, senza nemmeno troppa voglia di riprenderlo a causa della ravanata a cui mi sarei sottoposto. La lampadina si è riaccesa quest’anno, così come la voglia di sperimentarsi su distanze non abituali…15 km di sviluppo per circa 1900 m di dislivello positivo. Continue reading

Cime di Pejo Occidentale e Orientale (3548 m)

La sveglia proibitiva alle 3.00 del mattino è stata la tassa da pagare per questa giornata meravigliosa all’insegna dello sci, dell’alta montagna e di luoghi che conosco bene, ma che non avevo mai visitato sci ai piedi.

Quest’anno però la motivazione e le condizioni per praticare scialpinismo sono tali che la voglia di mollare tutto per dedicarsi alla più comoda roccia ancora non è arrivata. Il meteo che continua a scaricare cm di neve sulle montagne sembra darci ragione. Per cui ogni week end troviamo spunti per luoghi da visitare e salite da intraprendere. Del resto lo scialpinismo è nato come attività primaverile, specie sulle grandi montagne. Continue reading

Canale del Druet – Il lato oscuro delle Orobie

L’idea di farmi due ore abbondanti di auto per finire sulle Orobie, che possono distare da casa anche meno di un ora non mi ha mai allettato. Di conseguenza l’idea di far visita al loro versante nord in Valtellina, passando tra l’altro per l’odiosa Statale per Lecco è sempre stato in fondo ai miei pensieri. Se devo sbattermi allora meglio puntare l’esotica Svizzera, anziché finire all’ombra dei giganti delle Orobie. Continue reading

XXXIV Trofeo Benigni Terzo

La giornata conclusiva del Corso di Sci Ragazzi è da sempre la giornata in cui si svolge anche il Trofeo di Slalom Gigante, intitolato alla memoria di Terzo Benigni, primo Presidente del GAP. Da due anni a questa parte la manifestazione ha introdotto, oltre alla consueta gara di discesa, anche la prova in salita per gli scialpinisti.

L’idea è frutto dei nostri tempi, che vede aumentare la popolarità dello scialpinismo e diminuire la capacità attrattiva dello sci di discesa, nei nostri comprensori sciistici e di conseguenza nelle attività del Gruppo. In ogni caso anche quest’anno si è deciso di assegnare il Trofeo al più veloce gigantista, nel solco della tradizione. Continue reading

Si è alzata l’asticella, Pizzo Camino (2492 m) con gli Sci.

Correva l’anno 2014 e assieme a Gianlu, Mario e Ferra facciamo una gita di sci d’alpinismo al “Corna Busa”. Raggiunta la meta iniziamo a sistemarci, classiche strette di mano, una bevuta di te e uno sguardo al panorama. Ci colpisce subito la bellezza della valle alle nostre spalle, così solitaria, selvaggia e, che in veste invernale, ha l’aspetto degli ambienti d’alta quota.

Subito mi colpisce la montagna che domina tutta questa valle e noto che non sono l’unico. Gianlu rompe il silenzio del momento dicendo: “Quello la è il pizzo Camino…” indicandola, e poi, rivolgendosi a me e Matteo aggiunse “…è proprio una bella gita, dovreste farla”. Da allora son passati quattro anni, quattro stagioni secche che ci hanno costretto a lasciare le nostre valli, per andare in posti più lontani a soddisfare la nostra voglia di inverno. Quest’anno però le cose sono cambiate.

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Cimon della Bagozza (2.407 m) con gli Sci

Ogni volta che si sale ai Campelli di Schilpario è impossibile non notare il Cimon della Bagozza. Una guglia di roccia dall’aspetto dolomitico che spicca tra le montagne che delimitano il lato sinistro della valle.

Il rocciatore che è in me ha sempre evitato l’idea di scalarlo a causa della qualità della roccia poco invitante.

Lo sciatore che è in me è sempre stato attratto da quel ripido pendio alla sua sinistra, che termina con un canale. D’estate è un infernale e faticoso ghiaione, in inverno si trasforma in un fantastico scivolo con pendenza costante, che promette una sciata ripida e interessante. Più di una volta mi sono ripromesso di andare a metterci il naso, ma vuoi per la scarsità di neve delle ultime stagioni o la pigrizia di muovermi su itinerari più conosciuti non ne ho mai avuto occasione. Continue reading

Avvicinamento allo scialpinismo

Chi è cresciuto con una formazione sciistica da “Discesista” come la mia, che prevede tanto divertimento e poco sbattimento, ha sempre schivato come la peste lo scialpinismo, che equivale a tanta fatica.

Però non si può mai sapere nella vita: i cambiamenti climatici degli ultimi due anni hanno lasciato le nostre prealpi Orobiche con sempre meno neve. Così, come il cerbiatto che si arrischia e avvicina al centro abitato perché affamato, anche io mi sono avvicinata allo scialpinismo per la necessità di trovare un pò di bella neve. Continue reading

Basta poco per emozionarsi

Dopo un’inizio di stagione spumeggiante, con due gite all’attivo nel mese di novembre, questo inverno ha deluso le aspettative di molti, le mie sicuramente.

Nevicate imbarazzanti e un tempo soleggiato quasi tutti i giorni mi stavano facendo perdere ogni speranza, ma fortunatamente qualcosa è cambiato. Continue reading

Il mio Parravicini e tutto il resto.

Eccomi qui. Dopo quasi un mese decido di scrivere quattro righe. Su cosa? Bo. Sono pressato dai piani alti del GAP per parlare del mio Parravicini. Parlare dello scialpinismo dal punto di vista di “chi fa le gare”. Di questi individui che con sci leggeri e tutine attillate salgono e scendono le piste da sci fino allo sfinimento. Quelli dai mille e mila metri di dislivello all’anno. Quelli che vanno sempre forte, anche in discesa, non fanno neanche una curva…e non si godono la montagna. Dai diciamolo…Non sono capaci… Continue reading