CAMBIA LINGUA

Un ragazzo d’altri tempi

Mentre tutti i presunti big dell’alpinismo moderno (sempre le stesse facce, che noia!) erano rinchiusi nella sala del teatro di Nembro per la classica rassegna annuale “Premio Alpinistico Marco e Sergio Dalla Longa” con tanto di pubblico costipato come sardine, la ridente località termale di Trescore Balneario ha avuto il privilegio di ospitare il giovane valtellinese Enrico Benedetti, meglio conosciuto come Beno, un esploratore d’altri tempi e valorizzatore del proprio territorio tramite la sua rivista “Le Montagne Divertenti”. Ciò che mi ha affascinato dei suoi racconti sono stati il suo modo giocoso di interpretare la sua terra con particolare riferimento a quelle montagne dimenticate da tutti e considerate dall’alpinista odierno meno attraenti di un Bernina o un Disgrazia superaffollati (sic!), nonché l’abbinamento del suo andar per monti con l’attività pionieristica di fine Ottocento – inizi Novecento nelle sue valli.
Finalmente ho avuto l’occasione di vedere in carne ed ossa (soprattutto ossa) il mitico Beno, che conoscevo già dal 2007/2008 ma solo tramite la sua rivista e il suo sito web, peraltro fonte di ispirazione per le mie esplorazioni nelle Orobie Valtellinesi.
E poi, per concludere in bellezza questa magnifica serata, un brindisi e persino la foto di rito!
Davide

APESKI 2013. Ancora una volta grazie

Ormai un appuntamento imperdibile, a cavallo tra l’evento mondano, la rimpatriata e l’iniziativa di solidarietà. L’Apeski si rinventa ogni anno, non cambiando mai la sua formula vincente: un semplice ma sostanzioso buffet, birra e prosecco a volontà e l’immancabile Spritz, come ogni aperitivo che si rispetti.
Un piacevole ritrovo tra musica e video installazioni (come dicono quelli trendy) per trascorrere tra chiacchiere e risate una serata tra vecchie volpi degli assi, frequentatori di happening ricercati, giovani famigliuole  e ventenni rampanti. Lo scopo? Divertirsi, stare insieme, vedere gente che si frequenta poco, aprire la stagione invernale anche per chi non pesterà mai la neve. Ma soprattutto contribuire al Progetto di solidarietà che il GAP sostiene in Ciad, attraverso l’associazione Amici di Goundì.
Anche quest’anno siamo rimasti piacevolmente colpiti dal bel numero di persone, tra cui molti affezionati sostenitori che hanno capito alla grande lo spirito dell’iniziativa e continuano di anno in anno a sostenerci. Anche i nuovi arrivati sono stati molto simpatici ed educati, piacevoli.
Per gli organizzatori, una bella sfacchinata che ci ha riempito il sabato di cose da fare, ma che ci ha dato anche tanta soddisfazione. Grazie di cuore a chi ha contribuito ad allestire l’aperitivo e a chi ha preparato le splendide torte, dolci e salate, i biscotti e le focacce ..segno di una vicinanza allo spirito dell’iniziativa che ci ha fatto molto piacere. Per il Gap un grazie al Gianlu che ha preparato la stufa, al Marco che ha allestito l’impianto audio e al Presidentissimo..che ha offerto il salame. A quanto pare gli abbiamo fatto onore (al salame).
Un personale grazie anche a Gianluca, mentre io curavo le “public relations” con la mia proverbiale faccia di tolla, da bravo oste serviva in tavola e mesceva spritz con grande sapienza. I lunghi baffi sono serviti a dargli un tono.

Beh che dire ….è bello avere amici così! Vi aspettiamo al prossimo!

Nando & Gianluca
(con il supporto morale di Ali e il supporto spesa e pulizie di Anna)

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Aspettando la neve M.Merelli SHOW


Sabato 10 dicembre doveva essere la vigilia della prima gita di scialpinismo del GAP, probabilmente molti avevano predisposposto equipaggiamento e abbigliamento , riciclato o comprato che sia mancava solo l’occasione per testarlo sul campo. Un piccolo inconveniente ha ribaltato i sogni di molti montanari che si preparavano a trascorrere le prime giornate sulla neve.

E’ già la neve non c’è, non c’è sulle nostre Orobie… Così andiamo (almeno a vederla) alla serata organizzata dal GAR di Villa di Serio con Mario Merelli.

Due componenti del GAP di Scanzo si mimetizzano tra la concorrenza e seguono Mario nel suo viaggio tra popoli e paesi con la visione di un primo filmato, salta subito all’occhio che l’attenzione viene decentrata dalla montagna e portata più verso la gente del posto, le sue tradizioni e i suoi modi di guadagnarsi da vivere. La personalità di Mario è facile da inquadrare:una persona splendida, appassionata di montagna ma segnata dalle numerose tragedie e incidenti dei suoi compagni (ai quali dice di dedicare ogni passo verso la vetta).

Durate la seconda parte della serata viene mostrato un filmato sull’ultima ascensione di Mario, il decimo ottomila: il Dhaulagiri. Il filmato riporta per la maggior parte piccoli frammenti della vita all’interno del campo base dove bisogna sopportare la noia per giorni e giorni chiusi in tenda ad aspettare che il tempo volga al bello.

Sono pochi i momenti documentati dei passaggi alpinistico-tecnici (eccetto la foto in vetta), segno della sua grande umiltà. Anche la concorrenza sa come attirare la gente e quindi la serata si conclude con il consueto buffet per la gioia di Antonio.

In questo momento probabilmente molti ci sentiamo come degli alpinisti chiusi in tenda ad

aspettare che la bufera si calmi, solo che noi aspettiamo la neve…
Un saluto a tutti e speriamo che la neve arrivi (così il Nando è contento perchè non può più arrampicare)…

Lorenzo e Michele

Ricchezze autunnali

In questo autunno bizzarro le piogge monsoniche di 10 giorni fa hanno lasciato spazio al freddo vero, segno che ci stiamo rapidamente avvicinando alll’inverno. Qualcuno direbbe che non esistono più le mezze stagioni climatiche. Forse è vero e a pensarci bene nemmeno le mezze stagioni del GAP. I mesi autunnali storicamente tranquilli sono stati intensi, contraddistinti da numerose iniziative culturali che ci hanno visto protagonisti.
Settembre è stato caratterizzato dalla serata di proiezione della avventura dei ragazzi che, partiti da Scanzorosciate a piedi, in 4 giorni di sudore e divertimento hanno raggiunto la vetta della Regina della Orobie. Andrea, ideatore del trekking, ha riassunto lo spirito di questa iniziativa in un bel intervento durante la serata, richiamando valori quali amicizia collaborazione e riconoscenza….insegnandoci ancora una volta che ciò che la montagna regala veramente sono i legami che crea in una vita passata a condividere cime e sentieri, con lo zaino sulle spalle.
Ottobre è iniziato con un regalo dalla Sicilia, Stefano Branca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha donato a noi e alla Biblioteca di Scanzorosciate un bellissimo libro fotografico, presentandoci durante una serata culturale un Etna inedito, con immagini della prima metà del ‘900. Grande valore culturale e storico dell’opera e grande lavoro di catalogazione e ricerca. Dopo la scialpinistica sull’Etna di Febbraio è stata un’ottima occasione per rivedere luoghi che regneranno per molto tempo nei racconti “epici” delle gite GAP.
Il mese è proseguito con la consueta Castagnata, passaggio istituzionale obbligato per chiunque abbia aspettative di elezione/rielezione nel consiglio GAP. Scherzi a parte una giornata con lo zaino nell’armadio e le gambe sotto al tavolo per socializzare lontani dai sentieri e ricavare un po’ di soldi per il sostegno ai progetti di solidarietà che finanziamo in Africa. Di seguito, quasi senza fiato Alessandro Gogna, ci ha guidato in un viaggio dentro 50 anni di Alpinismo in un’altra serata organizzata in collaborazione con la Biblioteca di Scanzorosciate.
Tra un Consiglio e l’altro per programmare la prossima stagione ci siamo ritrovati a novembre con l’appuntamento mondano per eccellenza: la serata con l’alpinista. Quest’anno a farci visita il fortissimo Bellunese Manrico Dell’Agnola, la cui vera filosofia di pensiero ed essenza qualcuno ha potuto comprenderla pienamente in seconda serata, di fronte ad “una” birra.
Nel mezzo, un po’in affanno, ma con tempismo, siamo riusciti a chiudere e pubblicare un bel numero del Nodo disponibile in sede e a far partire la consueta preparazione presciistica, l’inverno è alle porte.
A questi appuntamenti si sono susseguiti week end di arrampicata, in falesia, in montagna e su vie di fondovalle e le uscite Sociali, alcune già relazionate dai nostri nuovi “blogger” giovani e brillanti, che mi daranno filo da torcere, sfidandomi ad essere sempre originale e innovativo.
Non esistono più le mezze stagioni, nemmeno nel GAP, sempre più coinvolto nelle iniziative sul territorio, sempre più innamorato di Montagna.

Andrea apre la serata del trekking, con un bell’intervento

Foto di gruppo dei partecipanti

Stefano Branca (al centro) consegna il libro al Presidente Gigi (a sx) e al bibliotecario

Momenti e protagonisti della castagnata

e naturalmente …gli irriducibili


Manrico Dell’Agnola a Scanzo

Confermiamo la nostra serata alpinistica con i grandi nomi della montagna per sabato 12 novembre, alle ore 21 presso la Fondazione Piccinelli di Scanzorosciate, con Manrico Dell’Agnola, alpinista, viaggiatore, esploratore e fotografo.

Vi aspettiamo, non mancate!!!

PS se volete qualche anticipazione… www.manricodellagnola.com

SERATE PARCO DELLE OROBIE


Invito a tutti gli amici del blog:

il Gruppo Alpinistico Presolana, con il Patrocinio del Comune di Scanzorosciate, Assessorato Cultura e Biblioteca, promuove due serate sulla conoscenza del Parco delle Orobie Bergamasche che si terranno in Sede GAP alle ore 21,00

Martedì 15 marzo
Origine, evoluzione storica e stato attuale del Parco delle Orobie. La flora , la fauna e la fauna minore del Parco delle Orobie Bergamasche.
Martedì 22 marzo
Salvaguardia della flora nel Parco delle Orobie Bergamasche
Il ritorno di lupo e orso nelle Orobie Bergamasche.

Relatori: Juri Belotti , Chiara Crotti, Laura Rocchi
(Ente Parco delle Orobie – Università di Milano e di Pavia)

Non mancate e diffondete l’invito.
Vi aspettiamo.

PS l’immagine dovrebbere essere di un grizzly, non proprio “orobico doc”, ma rende bene l’idea dei possibili incontri sulle nostre montagne!

SERATA 16-02: MOVIMENTAZIONE IN MONTAGNA D’INVERNO

Ciao a tutti, come preannunciato è confermata per mercoledì 16 febbraio una serata con tema:

“muoversi in montagna in inverno”
La serata sarà tenuta dal dott. Rota Federico, che parlerà delle tre sfere che concorrono nel PROCESSO DECISIONALE ovvero :
- il Fattore ambientale (la neve, cosa è perchè ci sono le valenghe, gli strati ecc..);
- il fattore fisico (il terreno, le pendenze, zone concave e convesse ecc. );
- il fattore umano ( i vari classici errori che si possono commettere ).
Come sempre vi aspettiamo numerosi!!!

SERATA ARTVA

Ciao a tutti, vi ricordo che martedì 18 in sede si terrà la

SERATA ARTVA
dove tutti avremo la possibilità di esercitarci con il nostro apparecchio!!
Vi aspettiamo dalle 21:00 in poi!

Aggiornamento ARTVA

dato il largo anticipo dell’inizio della stagione invernale,e la voglia di neve che tanti hanno in questi giorni mi sembra doveroso informare i frequentatori della montagna durante l’inverno sugli apparecchi ARTVA in circolazione ad oggi.
Innanzitutto una piccola precisazione: ormai da due anni l’ARVA non è più chiamato cosi, bensi è detto ARTVA (Apprecchio Ricerca Travolti in Valanga), questo perchè il nome originario ARVA appartiene alla ditta francese che per prima mise in produzione l’apparecchio (praticamente per motivi di marchio registrato è “illegale” chiamara arva un apparecchio di un’altra marca… e qui stendiamo un velo pietoso… ). Per noi del GAP, tale apperecchio continurà ad essere il “Bi-Bip”.
Altra precisazione, l’ARTVA non serve solo agli scialpinisti, ma a TUTTI coloro che si avventurano su percorsi innevati, qualsiasi sia il mezzo di locomozione (non è una regola, è un consiglio).
La prima grossa distinzione è la tipologia di apperecchio:
-Analogico o Digitale:
Gli apparecchi analogici sono i primi ad esser stati realizzati, praticamente sono quelli che emettono un suono che aumenta con l’avvicinarsi dell’apparecchio che si stà cercando, un selettore con scala numerica ci permette di variare l’intensità del suono. Con questi apparecchi in fase di ricerca l’operatore deve essere ben concentrato e sfruttare l’intensità del suono per dirigersi sul dispositivo che si stà cercando. Indubbiamente questo tipo di tecnica richiede molta pratica ed una buona conoscenza dell’apparecchio, ma con tanta pratica e sangue freddo al momento giusto credo sia ancora una tecnica imbattibile.
La seconda tipologia sono quelli Digitali di ultima generazione, dotati di un processore che elabora in automatico l’intensità del segnale (togliendo così al ricercatore l’onere di pensare al suono) e di uno schermo su cui appare (generalmente) un numero ed una freccia: il numero diminuisce mentre ci si avvicina all’apparecchio che si stà cercando, mentre la freccia indica la direzione in cui bisogna muoversi. Alcuni di questi apparecchi sono in grado di indicare se ricevono più di un segnale, talvolta indicandone il numero, e una volta in prossimità di uno di questi segnali hanno la possibiltà di escludere il segnale più vicino così da poter proseguire con la ricerca degli altri apparecchi senza dover prima spegnere quello trovato.
Questi apparecchi sono come i cellulari: semplici ma bisogna averci la mano. Personalmente credo siano apparecchi eccezzionali anche se c’è sempre la paura che la macchina sbagli e mi porti fuori strada.
Ci sono apperecchi Analogico-Digitali che sono una via di mezzo tra questi, ovvero si basano sul principio dei digitali ma hanno comunque uno schermo che aiuta in fase di ricerca.
-Il numero di antenne:
Gli artva possono avere da 1 a 4 antenne.
I primissimi (fitre rosso, pieps azzurro) hanno una sola antenna, poi col passare del tempo sono comparse tutte le altre: attorno al 2002 erano 2, dal 2005/6 qualcuno ha introdotto le 3, l’anno scorso se ne sono viste 4… e per finire quest’anno ci hanno messo anche quella GPS.
Dal punto di vista operativo avere 1 o 2 antenne non cambia molto, la ricerca si complica un poco in fase finale se l’arva si trova sepolto a più di 1,5 metri. Le 3 antenne sicuramente sono la grande innovazione, ci sono solamente negli apparecchi digitali, con questa tecnologia l’arva ci porterà direttamente sulla verticale dell’apparecchio che stiamo cercando. Non fatevi ingolosire dagli apparecchi a 4 antenne, verrebbe da pensare che se le 3 antenne ci portano sopra la quarta scava… purtroppo non è cosi, la quarta antenna serve ad apparecchi dello stesso modello per parlare tra di loro (cosa si dicono non ci interessa). Infine l’antenna GPS consente di memorizzare il percorso realizzato durante la ricerca. Di preciso non so ancore a cosa serva e se sia o meno un vantaggio perchè è l’ultimissima innovazione proposta quest’anno, spero di sapervi dire qualcosa di più in futuro.


Di seguito due tipici artva analogici, entrambi hano una portata molto prossima ai 40 metri, difficilmente i nuovi apparecchi raggiungono tale portata. Altro punto a loro favore è che hanno un’ampia scala di selezione dell’intensità del segnale che permette di avere 10 scale differenti, contro le 3-4 degli apparecchi più moderni.


Qui 2 modelli ortovox (M2 e F1) di tipo analogico-digitale.
Dei 2 l’M2 è sicuramente il più evoluto e più preciso, ha un’ottima portata (30 metri) ma sopratutto ha la possibilità di aggiornamento del software (molto importante e che consiglio a tutti i possessori)