CAMBIA LINGUA

Pizzo Bernina (4050 m) – Via Normale Italiana

Più che una salita, un viaggio. Ero stato avvertito che si sarebbe trattato di una “ravanata epica”, ma non mi aspettavo fino a questo punto. La scalata del Bernina, ancorché non difficilissima dal punto di vista tecnico, richiede tutte le specialità dell’alpinismo classico: progressione in conserva su ghiaccio, scalata in canale, cresta con misto, calate in doppia, ferrata. Qui un resoconto di come l’abbiamo affrontata.

 

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Alphubel (4206 m) – Cresta Eisnase (PD) – Ripartiamo dall’entusiasmo dei giovani

Alle prese con lo smart working in un caldo pomeriggio della passata settimana, ricevo quasi in contemporanea tre messaggi WathsApp da Alessandro, Lorenzo e Matteo, i miei compagni di scialpinismo invernale.

E’ chiaro che si sono sentiti, così come è chiaro che hanno voglia di salita importante, anzi la richiesta è piuttosto esplicita…sono a caccia di “quattromila”. Continue reading

Giornata di sole a strapiombo sul Garda

“Una via di roccia orizzontale” così è definito il sentiero dei Contrabbandieri, intitolato a Massimiliano Torti, ragazzo di 23 anni, morto nel 2000 sul Dente del Gigante.

Lunga quasi 3 chilomentri, la via sfrutta una stretta cengia realizzata tempo fa per tracciare una possibile strada che avrebbe dovuto collegare Limone del Garda con la Val di Ledro. Per quanto chiodata, con tratti in artificiale e cavi metallici, il percorso è molto stretto e un passo falso può essere fatale. Abbiamo quindi proceduto in conserva, assicurandoci agli spit con mezzi barcaioli per dare o recuperare corda. Continue reading

Monte Bianco 4810m, dove nulla è scontato

Seguendo l’escalation delle gite d’alta quota degli ultimi quattro anni, questa volta, per la meta da raggiungere abbiamo voluto puntare al tavolo dei grandi, scegliendo quindi di raggiungere la vetta del Monte Bianco.

Fino all’ultimo non eravamo sicuri di partire, per via delle difficoltà nel prenotare nei vari rifugi lungo le diverse vie di accesso alla vetta. Iniziamo, belli lanciati, a sentire il rifugio Cosmiques per affrontare la “Via dei Tre Monti” per poi trovare posto al rifugio Gouter, punto tappa per la  “via normale”, che però di normale non ha nulla!

Così con, la rivelazione dell’anno, Chiara , il mio omonimo Lorenzo, e l’uomo delle grandi occasioni, Ferra, arriviamo il sabato mattina a Les Houches, per prendere il trenino che da Bellevue porta al Nid d’Aigle.

Già risalendo la valle, con il bucolico trenino, la maestosità dell’ambiente si rivela ai nostri occhi… spazi immensi con pareti di ghiaccio e roccia che  fan subito capire l’ “ostilità” del luogo.  Continue reading

Si è alzata l’asticella, Pizzo Camino (2492 m) con gli Sci.

Correva l’anno 2014 e assieme a Gianlu, Mario e Ferra facciamo una gita di sci d’alpinismo al “Corna Busa”. Raggiunta la meta iniziamo a sistemarci, classiche strette di mano, una bevuta di te e uno sguardo al panorama. Ci colpisce subito la bellezza della valle alle nostre spalle, così solitaria, selvaggia e, che in veste invernale, ha l’aspetto degli ambienti d’alta quota.

Subito mi colpisce la montagna che domina tutta questa valle e noto che non sono l’unico. Gianlu rompe il silenzio del momento dicendo: “Quello la è il pizzo Camino…” indicandola, e poi, rivolgendosi a me e Matteo aggiunse “…è proprio una bella gita, dovreste farla”. Da allora son passati quattro anni, quattro stagioni secche che ci hanno costretto a lasciare le nostre valli, per andare in posti più lontani a soddisfare la nostra voglia di inverno. Quest’anno però le cose sono cambiate.

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Galenstock, esplorazione svizzera

Sempre seguendo l’andamento dell’ultimo periodo, anche questo week end la meta prescelta è stata la Svizzera.

Partiamo così alle cinque del mattino alla volta del paesino di Realp, in val Orsera nel canton Uri, a quota 1538m s.l.m. . Arrivati, troviamo il parcheggio già pieno scialpinisti intenti a prepararsi.

L’itinerario da seguire è quello che ci porterà sulla vetta del Chli Bielenhorn; cominciamo dunque a risalire lungo la mulattiera che porta al Furkapass finchè non raggiungiamo il berghotel Galenstock per iniziare a seguire le tracce in una neve che promette bene.

 

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Punta Gnifetti (4554m) e Punta Zumstein (4563m). Monte Rosa finalmente archiviato

Figlia di 6 mesi passati nelle pianure sconfinate d’Olanda, verso giugno mi balena in mente l’idea di organizzare un terzo tentativo per raggiungere una delle vette del massiccio del Monte Rosa.

Così, a 5 anni dall’ultimo tentativo, raggruppo Lorenzo Tommaso e l’immancabile Ferrante, con cui 2 anni fa raggiungemmo la vetta del Gran Paradiso (squadra che vince non si cambia).

Dopo aver prenotato la mezza pensione al rifugio Mantova i timori più grandi riguardavano il meteo ma fortunatamente una finestra di bel tempo ci stava attendendo.

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