CAMBIA LINGUA

Monte Grabiasca e Diavolo di Tenda (quasi). Un week end che profuma di avventura

Tutto ha avuto inizio con un libro, ma non un romanzo o un saggio, tutto ha avuto inizio con una guida, una guida di scialpinismo ricevuta in regalo da mio padre per il Natale di qualche anno fa.

Era una guida fin troppo ambiziosa per il me di allora, “Scialpinismo e freeride” il titolo, una raccolta di gite trentine che prevedono quasi esclusivamente itinerari su pendii ripidi ed esposti. Allora per me sembrava impossibile poter fare certe gite, vuoi per l’esperienza vuoi per la capacità tecnica di affrontare certi itinerari, ma anche per le località in cui si trovavano i percorsi suggeriti.

Passa poco meno di un anno e mi trovo davanti un’altra guida, che questa volta sembra più “accessibile”, una guida sulle gite scialpinistiche in Orobie. “Be dai, almeno queste sono un po’ più abbordabili” penso e così non esito a comprarla. Inizio subito a sfogliarla e mi accorgo che dalle nostre parti si possono trovare percorsi molto affascinanti e per nulla banali. Dopo averla letta tutta però, alcune gite mi colpiscono più di altre, tra cui molte in Val Brembana.

Scopro così che la conca del Calvi è un ottimo posto per fare moltissime gite, a costo però di dormire una notte nel locale invernale del rifugio. L’idea subito mi stuzzica, soprattutto perché il tutto profuma di avventura, come in quei film della Red Bull che vedo ogni tanto per sognare un po’.

Ho dovuto far passare un paio di stagioni secche, ma finalmente quest’anno i tempi erano maturi e ho colto l’attimo.

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Giornata di sole a strapiombo sul Garda

“Una via di roccia orizzontale” così è definito il sentiero dei Contrabbandieri, intitolato a Massimiliano Torti, ragazzo di 23 anni, morto nel 2000 sul Dente del Gigante.

Lunga quasi 3 chilomentri, la via sfrutta una stretta cengia realizzata tempo fa per tracciare una possibile strada che avrebbe dovuto collegare Limone del Garda con la Val di Ledro. Per quanto chiodata, con tratti in artificiale e cavi metallici, il percorso è molto stretto e un passo falso può essere fatale. Abbiamo quindi proceduto in conserva, assicurandoci agli spit con mezzi barcaioli per dare o recuperare corda. Continue reading

AVVISO IMPORTANTE – SOSPENSIONE POLIZZA INFORTUNI

Avviso a tutti i Soci.

A seguito della segnalazione dell’assicuratore stesso, è emerso che l’attuale Polizza infortuni per i Soci del GAP, non è assolutamente vantaggiosa. A fronte di una spesa piuttosto elevata, la copertura per singolo Socio infortunato durante una attività del GAP è estremamente bassa.

Pertanto, dopo aver informato della situazione l’Assemblea dei Soci (Maggio 2019) e aver discusso nel successivo consiglio la questione (Giugno 2019), ho ritenuto di procedere alla richiesta di sospensione della Polizza infortuni GAP.

La soluzione verso cui volgiamo andare è la possibilità di stipulare una polizza personale per ciascun Socio, a prezzi più vantaggiosi di una stipula individuale, in funzione di quanti Soci aderiranno.

Pertanto prossimamente verrete chiamati a decidere se aderire a questa opzione o meno.

Grazie,

Fernando Bellotti,

Primo maggio al Palù (3901m).

Che sorpresa questa primavera!

Dopo un inverno avaro di precipitazioni, la fase primaverile di questa stagione scialpinistica sembra appartenere ad un’altra epoca!

Grazie alle nevicate di aprile non ci troviamo ancora a sciare sul tipico firn ma è invece più facile incontrare una bella neve polverosa, tipica dei mesi invernali… almeno a quote un po’ più sostenute.

Proprio per questo motivo ( e anche perchè per il week end prevedono brutto), con Nando e Chiara, decidiamo di andare al Piz Palù per trascorrere il primo maggio lontano dalle “peccaminose” grigliate al parco.

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Gran Trail Orobie 2018 – La prima volta del GAP

Il GTO da ormai qualche anno si è affermato come appuntamento fisso tra gli appassionati della corsa in montagna. Con i suoi 73 km e circa 4200 m di dislivello è diventata tra le manifestazioni dell’ambito Outdoor, una delle più importanti e seguite della Provincia di Bergamo.

Questa disciplina è dilagata anche tra gli amici e quindi dopo averli visti allenarsi tutto l’anno con totale dedizione, mi è venuto quasi naturale offrirmi per fare da supporto nei posti tappa, sacrificando un week end di salite personali per fare il tifo a bordo sentiero e fornire l’assistenza materiale e mentale durante le fasi della corsa. Continue reading

Monte Bianco 4810m, dove nulla è scontato

Seguendo l’escalation delle gite d’alta quota degli ultimi quattro anni, questa volta, per la meta da raggiungere abbiamo voluto puntare al tavolo dei grandi, scegliendo quindi di raggiungere la vetta del Monte Bianco.

Fino all’ultimo non eravamo sicuri di partire, per via delle difficoltà nel prenotare nei vari rifugi lungo le diverse vie di accesso alla vetta. Iniziamo, belli lanciati, a sentire il rifugio Cosmiques per affrontare la “Via dei Tre Monti” per poi trovare posto al rifugio Gouter, punto tappa per la  “via normale”, che però di normale non ha nulla!

Così con, la rivelazione dell’anno, Chiara , il mio omonimo Lorenzo, e l’uomo delle grandi occasioni, Ferra, arriviamo il sabato mattina a Les Houches, per prendere il trenino che da Bellevue porta al Nid d’Aigle.

Già risalendo la valle, con il bucolico trenino, la maestosità dell’ambiente si rivela ai nostri occhi… spazi immensi con pareti di ghiaccio e roccia che  fan subito capire l’ “ostilità” del luogo.  Continue reading